Da Trivigno un progetto europeo sull’ecoresponsabilità

Cosa vuol dire sentirsi europei? Quello che oggi vi proponiamo non vuole essere certo un dibattito sulla nostra identità culturale, né tanto meno politica. Non ha a che fare con la lingua, il costume, la gastronomia, o qualsivoglia propaganda. Quella che vi raccontiamo oggi è una storia di dieci giovani, dai 18 ai 29 anni. Giovani di un borgo di cinquecento abitanti appena che decidono di mettersi in gioco al fine di sensibilizzare la propria comunità circa il consolidamento di quei valori comunitari che ci appaiono, alle volte, tanto lontani quanto astratti. Decidono, dicevamo, di sviluppare quel senso di appartenenza congiuntamente a tutte le opportunità che quella stessa appartenenza ci offre.

Siamo a Trivigno, nella parte centro orientale della provincia di Potenza, a due passi dallo splendido paesaggio delle dolomiti lucane. Ery Project, Eco-Responsible Youth: Let’s Green. Questo il nome del progetto che dal dicembre 2021, per un intero anno, coinvolgerà l’intera comunità trivignese al fine di implementare sul territorio la consapevolezza circa le competenze “green”, assieme alle tematiche della sostenibilità ambientale.


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L’attività messa in campo rientra nell’ambito delle azioni promosse dal Corpo Europeo di Solidarietà, programma comunitario con lo scopo di incentivare tutte quelle attività di volontariato e solidarietà, partendo dal coinvolgimento diretto dei giovani. Da qui la possibilità di presentare progetti dall’impronta innovativa e migliorativa rispetto al territorio di riferimento.

«Le proposte pervenute dall’Italia sono state 82, di queste solo 42 hanno superato la selezione – spiega Angela Anna Padula, presidente della Pro Loco Trivigno, ente che ha supportato i giovani nella presentazione dell’iniziativa – con nostra grande soddisfazione abbiamo ottenuto il tredicesimo posto in graduatoria, davvero un grande successo per una piccola comunità».

Il risultato sono una serie di attività, manifestazioni, dibattiti, seminari e laboratori che animano l’antico borgo. «Il nostro obbiettivo è quello di avere una ricaduta e un impatto positivo sul territorio – aggiunge Francesca Olivieri, responsabile del gruppo – si iscrive in tal ambito il ciclo di cinque convegni sulla sostenibilità applicata ai più svariati ambiti, dalla moda all’arte, dall’agricoltura all’energia pulita, fino al terzo settore. Ovviamente la nostra attenzione si rivolge anche ai più piccoli, organizzando per loro attività più coinvolgenti, dal laboratorio di cartapesta a quello dedicato al riciclo, distinto per varie fasce d’età, fino alle giornate per il rimboschimento».

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Promuovere comportamenti etici e virtuosi. Puntare sulle nuove generazioni, in modo tale che esse vadano a costituire le vere leve di quel cambiamento tanto auspicato. Parlare di Europa, non solo per aggiungerne concetti e significati, ma soprattutto per informare sulle tante opportunità che la realtà comunitaria si porta dietro.

«Intanto guardiamo già al dopo progetto – aggiunge Francesca – con l’intento di allargare questa catena virtuosa anche ai paesi a noi limitrofi, attraverso delle mostre itineranti, che possano fare da eco a ciò che man mano andiamo sviluppando». Attività solidali e di qualità che da Trivigno ci parlano di un’Europa giusta, giovane ed eco responsabile.

SIMONA PELLEGRINI